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Ovada

Arianna: "Il fratello già stravede per lei"

A colloquio con la mamma, a poco più di una settimana dal giorno della nascita della bimba sull'A26. Emozioni che rimarranno indelebili nel cuore della coppia ovadese

OVADA Riccardo, tre anni, stravede già per quella sorellina diventata famosa al momento della nascita. Lei si chiama Arianna, bella e delicata come solo una neonata in piena salute può essere. “Si prende cura di lei, si preoccupa che mangi e che dorma, le è sempre intorno pieno di amore e di adrenalina” scherza la mamma Enrica Silano. La sua voce al telefono è allegra, serena. Lei, il marito Omar Robbiano e la nuova nascitura sono tornati a casa venerdì scorso, dopo alcuni giorni in ospedale e dopo un'avventura che, fino ad oggi, sembrava potesse accadere soltanto nei film. Arianna è nata alle 7.30 di mercoledì 30 gennaio, in autostrada, sulla A26, mentre mamma Enrica e papà Omar si dirigevano all'Ospedale Civile di Alessandria. Le prime contrazioni a casa e poi la corsa verso l'ospedale, così come da copione, scena già vista e vissuta da moltissime coppie. Ma lei, la piccola Arianna Leila, aveva fretta di nascere, di spalancare gli occhi al nuovo mondo ancora sconosciuto. “Una contrazione un po' più forte, nei pressi di Predosa - racconta Enrica - un paio di spinte e mentre Omar guidava ho sentito la testa della piccola... in un attimo mi sono ritrovata la mia bambina fra le braccia con il cordone ombelicale ancora attaccato”. Momenti di panico? Sarebbe stato lecito.. ed invece no. “Tutto si è svolto nella massima calma- continua la mamma- Omar è stato bravissimo. Con i nervi saldi ha continuato a guidare, scortato dalla pattuglia della Polizia Autostradale di Ovada, sorpassati durante la corsa ad una velocità alquanto sostenuta, e mentre al telefono si accordava con il 118 e con l'ambulanza che ci ha aspettato all'uscita del casello di Alessandria Sud”. Fortunatamente gli agenti avevano compreso la situazione affiancandoli fino all'arrivo sull'ambulanza, dove il personale del 118 e il dott. Victor Malatesta hanno dato il primo soccorso e tagliato il cordone ombelicale. Continua Enrica: “Abbiamo semplicemente seguito quello che faceva Arianna”, “da buoni genitori” mi viene da dire mentre lei ammette di essere una fifona patentata: “Sono infermiera e lavoro in reparto di rianimazione. Come puoi immaginare ne vedo di tutti i colori, mi ritrovo in situazioni di forte sofferenza ogni giorno eppure, quando si tratta di me cambia tutto….pensa che la clausola per il secondo figlio era il cesareo” conclude ridendo. Visto, tuttavia, il felice epilogo, sicuramente un travaglio e un parto così veloci, il primo respiro e il primo pianto di Arianna in una situazione così estrema, rimarranno indelebili nel cuore e nella mente della giovane coppia, più di quanto avrebbe fatto un intervento cesareo.

10/02/2019

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