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Ovada

Camilla Salvago Raggi: una vita in dodici racconti

Si intitola "Amore che viene, amore che fa" il libro della scrittrice genovese, molarese di adozione, che raccoglie racconti già pubblicati e altri inediti
OVADA -  “Rileggendone alcuni non mi sono sembrati orribili”. E’ con la solita ironia che Camilla Salvago Raggi inizia a raccontare il suo ultimo libro. “Amore che viene, amore che va”, titolo che solo per una coincidenza riporta alla mente una canzone di Fabrizio De Andrè, è stato pubblicato da poco più di dieci giorni ed è stato presentato nell’ultimo week end all’interno di “Fiorissima”, la rassegna florovivaistica che si svolge a Villa Schella con l'organizzazione di "Gardening in collina". Tra le pagine del volume, pubblicato con Lindau, dodici racconti, alcuni già editi precedentemente all’interno de “La notte dei mascheri”, la raccolta d’esordio, altri alla prima prova del pubblico. Il libro arriva poco più di un anno dopo il successo di “Volevo morire a vent’anni” per il quale è già previsto un seguito. “Sono un giudice molto severo di me stessa – prosegue la scrittrice con radici genovesi,  oramai molarese di adozione – E così lo siamo stati nel mettere assieme questo volume”.

Tra i titoli tanti dei temi cari e già trattati dall’autrice: l’amore e gli innamoramenti, soprattutto la possibilità di fantasticare su di essi,  l’avanzare della vita, il decadimento fisico, un viaggio tra emozioni, rimpianti e gioie passate. Si parte dai dettagli per costruirci attorno il valzer dei pensieri tra una malinconia di fondo per il vuoto che si crea con la mancanza di persone che hanno fatto parte della vita ma anche una sorprendente capacità di guardare al futuro. “Momenti d’essere” per dirla con la scrittrice inglese Virginia Woolf, una delle sue grandi passioni letterarie. Fa parte di questa nuova raccolta anche “La padrona giovane”, il racconto grazie al quale la scrittrice conobbe il marito e compagno di una vita Marcello Venturi; quest’ultimo, dopo averlo letto, volle visionare altro materiale e si spinse fino a Campale per conoscerla.  Un rapporto con la scrittura, iniziato a quattordici anni tra le pagine di un quaderno scritte fitte e con la bella grafia di un tempo, che mai come in questo periodo si rivela saldo.

“E’ la mia vita  –spiega Salvago Raggi – Scrivere per me è necessario come l’aria che respiro. Ho sempre voluto farlo”. Pochi giorni fa a Palazzo Robellini, nel contesto delle iniziative collaterali al premio “Acqui storia”, è stato presentato “In confidenza”, raccolta di poesie.

10/06/2018

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