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Politica

Il centrodestra "unito" per il No al Referendum. E per le amministrative?

Una nuova sede e un comitato di centrodestra che si "unisce" per dire NO al Referendum sulla Riforma Costituzionale. Incontri pubblici in provincia per spiegare le ragioni promossi dalle singole forze politiche, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia e Udc. E per le amministrative? L'unione c'è, il programma è per ora una "mappa concettuale", ma per il nome i "lavori sono ancora in corso"
 POLITICA - Una nuova sede. Un gruppo unito. Sebbene nomi e volti siano quelli noti. Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega Nord e Udc hanno presentato il comitato di centrodestra nato contro il Referendum costituzionale del 4 dicembre. Ugo Cavallera, supportato dai rappresentati locali come l'ex sindaco Piercarlo Fabbio, Nicola Sirchia di Casale Monferrato, Franco Trussi; Riccardo Molinari e il presidente del gruppo comunale Roberto Sarti per la Lega Nord, Federico Riboldi per Fratelli d'Italia e Gianni Barosini, Udc hanno presentato i “10 punti del NO”: “non un NO per mandare a casa Renzi, che tanto ci andrà nel 2018 – hanno sottolineato tutti gli schieramenti politici – ma un NO al contenuto della riforma, che è falsa”.

“Un colpo di mano” viene definito dal comitato centrodestra per il NO, perché “è vero che il paese va riformato, ma non con questa riforma”. Una riforma che “divide, anziché unire” che mette subito una asimmetria di comunicazione tra il mondo costituzionalista e quello civile, del cittadino comune. E poi “nessun taglio dei costi sul Senato, nessuno snellimento del processo legislativo”. Dal Carroccio si fa riferimento al minor poter che resta in mano alle Regioni: “è una riforma centralista, che crea inefficienza e nega il pluralismo, soprattutto nella rappresentanza territoriale delle diverse forze politiche”. Dalla Regione Piemonte, ad esempio al Senato andranno un sindaco e 6 rappresentanti del Consiglio Regionale: “per come è costituito, la Lega Nord, ad esempio, non avrà rappresentanza” sottolinea Molinari.

Le singole forze del nuovo Comitato saranno impegnate (alcune come la Lega Nord hanno già iniziato in diverse città del Piemonte) in incontri pubblici per spiegare e chiarire i dubbi dei cittadini, dando le spiegazioni per invitare a sostenere il NO referendario di questo dicembre. Così il Carroccio sarà il 6 ottobre ad Ovada, il 10 a Tortona in un incontro con Forza Italia, il 12 ad Arquata Scrivia e il 18 a Spinetta Marengo. Anche Forza Italia si sta organizzando, soprattutto sul capoluogo: 11 ottobre al Cristo, il 12 a Mandrogne e il 14 a San Michele. Poi Casale Monferrato il 27 ottobre. Comitato unito, ma incontri organizzati singolarmente dalle forze di partito, che hanno storie ed evoluzioni “politiche” tutte molto diverse tra loro.

Premessa che è stata posta alla base di questa “unione” da Giovanni Barosini, Udc. “Spero possa essere un preludio anche per le amministrative di questa città del 2017”. Come vanno i “lavori” sotto questo punto di vista, non è dato saperlo. “Work in progress” è l'unica cosa che si lasciano scappare tutti i rappresentanti delle forze di centrodestra. Un lavoro come: “ognuno farà la propria lista e poi si cercherà di convergere su un nome comune”, tenendo però ben presente “l'equilibrio regionale delle forze politiche” ha aggiunto Molinari. Quello che sembra chiaro è che si “vuole creare una squadra idonea ad affrontare i problemi di questa città”. Nessun nome quindi, e anche il programma per il momento sembra essere “nero su bianco” sulla mappa concettuale disegnata sull'i-pad dell'ex sindaco Fabbio: “da ottobre si partirà con la condivisione del programma, con il primo appello che è quello alla partecipazione della cittadinanza”.
Mentre tra passato e furturo è Ugo Cavallera a sparare la cartuccia finale: “la nuova sede (in via Dossena, ndr) è vicina al ponte Meier, in via di ultimazione. Questo come tutte le opere del Pisu originano dal passato....opere complesse che arrivano alla fine con il taglio del nastro dell'ultima arrivata”.
30/09/2016

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