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Vignole Borbera

Lite tra Comune e sindacati

Toni pesanti da parte dei sindacati nei confronti del Comune di Vignole: annunciate anche possibili azioni legali. Cgil e Cisl Funzione Pubblica definiscono “da tempo pessime e inconcludenti le relazioni sindacali con l’amministrazione comunale”.
VIGNOLE BORBERA - Toni pesanti da parte dei sindacati nei confronti del Comune di Vignole, nei confronti del quale annunciano possibili azioni legali. Cgil e Cisl Funzione Pubblica definiscono “da tempo pessime e inconcludenti le relazioni sindacali con l’amministrazione comunale”. Il personale, a detta dei sindacati, avrebbe subito “pesanti tagli avvenuti con atti unilaterali del sindaco ai fondi decentrati 2011 e 2012 utili a finanziare il salario accessorio e le indennità al personale a fronte delle prestazioni e dei servizi già resi ai cittadini”.

Atti definiti “non solo gravi ma anche in alcuni casi di dubbia legittimità e contraddittori, come la dichiarazione di esubero di personale su funzioni fondamentali proprie del Comune, secondo le norme vigenti, e del contestuale conferimento di incarichi a tempo determinato di alta professionalità a tempo parziale 50% che costano all’ente più di 21 mila euro”. Nel mirino anche “il mancato o parziale pagamento di spettanze e incentivi legati a prestazioni già rese da tempo, il continuo rinvio della contrattazione e le mancate risposte alla richiesta del sindacato di capire nel merito il senso e la correttezza dei tagli”.
Cgil e Cisl chiedono “il ritiro immediato degli atti unilaterali”.

Il sindaco Giuseppe Teti (nella foto) ribatte: “Abbiamo confrontato il premio di produzione erogato dal nostro Comune con Stazzano e Borghetto, paesi simili al nostro. Ebbene, mentre gli altri pagano dai 10 al 15 mila euro l’anno con 11 dipendenti (a Stazzano), Vignole nel 2009 ne versava 48 mila per 8 persone. Per questo dobbiamo capire in maniera precisa il motivo di una cifra così elevata. Ci siamo quindi avvalsi di un dipendente del Comune di Torino, che ha rilevato errori commessi in passato, tanto che la cifra attuale è di 33 mila euro, comunque elevata”. Secondo Teti, l’accordo stipulato all’epoca aveva presupposti sbagliati: “Rischiamo di essere giustamente chiamati a rispondere dalla Corte dei Conti per questi soldi, i quali, seppure non erogati, sono a bilancio ma prima vanno completate le verifiche”.

Vignole, come la quasi totalità dei Comuni, soffre i tagli da parte dello Stato e della Regione e cerca di far quadrare il bilancio eliminando le spese eccessive, almeno secondo gli amministratori.
28/04/2013
Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info

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