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Casale Monferrato

"Non si utilizzi impropriamente il nome Monferrato"

Lo afferma lo storico Claudio Martinotti Doria in una lettera all'amministrazione comunale di Casale
CASALE MONFERRATO – Claudio Martinotti Doria torna a fare sentire la sua voce fuori dal coro relativamente alla valorizzazione del territorio monferrino. Il cultore di storia locale ha inviato una lettera al sindaco di Casale Titti Palazzetti, al vice Cristina Fava ed all’assessore alla cultura e turismo Daria Carmi nella quale stigmatizza l’utilizzo improprio di alcuni discorsi per lo sviluppo turistico del Monferrato, con un approccio spesso superficiale, approssimativo, se non addirittura discorsivo. Martinotti Doria prende ad esempio l’elezione di Papa Bergoglio e la scoperta delle sue presunte origini monferrine: i nonni dell’attuale pontefice provenivano dall’astigiano e dall’alta Val Borbera, per la precisione da una frazione di Cabella Ligure. “Qui – evidenzia lo storico - non vi è stata alcuna frenesia, curiosità ed interesse sì, ma senza quell’enfasi e quella raffica di articoli, ovazioni ed iniziative che invece ci sono state nell’astigiano e nel Monferrato. Infatti le poche iniziative avvenute a Cabella le ha organizzate come al solito la Provincia.

Diversa, invece, è stata a suo dire la situazione nell’astigiano . “A Portacomaro Stazione (da dove provenivano gli altri nonni) ma soprattutto ad Asti, sembrava invece fosse scoppiato metaforicamente un vulcano, come avessero immesso anfetamine nell’acqua potabile, non sto a descrivere la miriade di iniziative e comitive e parenti che sono subito emersi, subito pronti e concitati di fronte ai microfoni ed alle telecamere a dichiarare il loro grado di parentela ed il loro afflato … Ma la cosa che ho trovato particolarmente patetica è l’insistenza con cui si continuavano ad affermare le origini monferrine del Papa, auspicando frotte di pellegrini e turisti devozionali pronte ad invadere il Monferrato. “. Martinotti Doria ritorna su un altro argomento che lo ha già visto intervenire controcorrente: il recente riconoscimento a” Patrimonio culturale dell’Unesco degli Infernot del Monferrato, che ormai nell’immaginario collettivo e nel linguaggio politico commerciale si è “magicamente” esteso a tutto il territorio del Monferrato.”

E, proseguendo ed attualizzando il parallelo tra le due situazioni evidenzia che non si può assolutamente affermare che Portacomaro sia in Monferrato perché ha fatto parte per anni dell’Astesana e della contea di Asti, come pure non reputa assolutamente serio “il tentativo in corso da tempo di alessandrinizazione del Monferrato da punto di vista culturale per fini turistici di gestione del brand Monferrato. Pertanto Martinotti Doria sottolinea che, a tal proposito, Casale Monferrato deve essere la prima città proponente non per primeggiare ma perché “è l’unica ad averne il titolo”
29/12/2014

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