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Opinioni

Angelo Morbelli veste Prada

Una sala dedicata al pittore alessandrino ispiratore della mostra nella sede veneziana della Fondazione in coincidenza con la Biennale
OPINIONI - Che cosa può avvicinare il più famoso pittore alessandrino tra ‘800 e ‘900 (Pellizza era notoriamente di Volpedo) alla più glamour ed “esclusiva” casa di moda italiana, che con l’arte, ma contemporanea, ha stretto un patto di seta e di cuoio? Per quei pochi che la domanda se la volessero porre la risposta va cercata nella mostra “The Boat is Leaking. The Captain Lied.” (traduzione “la nava sta imbarcando acqua, il capitano ha mentito”) in corso alla Fondazione Prada di Venezia in coincidenza con la Biennale d’Arte, che del nostro Morbelli ospita in una sala ben sette capolavori. Seguiamo la regola delle 5 W per cercare di andare a fondo (!!) su questo complesso percorso culturale ed espositivo.

Intanto chi: lo scrittore e regista Alexander Kluge, l’artista fotografo Thomas Demand, la scenografa e costumista Anna Viebrock e il curatore Udo Kittelmann. E tra gli autori del testo in catalogo Aurora Scotti, massima studiosa di Angelo Morbelli. Secondo punto dove: al piano terra e nei due piani nobili del settecentesco palazzo Ca’ Corner della Regina a Venezia. Quando: fino al 26 novembre. Che cosa e perché. Il processo ideativo pare sia stato lungo, frutto di discussioni e scambi tra i protagonisti. Ma anche di un fraintendimento. L’elemento scatenante è un dipinto, tra i più significativi di Morbelli: Giorni... ultimi, datato 1883. L’opera fa parte della collezione della Galleria d’Arte Moderna di via Palestro a Milano e ritrae un gruppo di anziani, ospiti del Pio Albergo Trivulzio di Milano.

Da che cosa parte il malinteso? I curatori hanno inteso che le persone soggetto del dipinto fossero ex marinai, in considerazione, suppongo, del berretto e della divisa che li fa assomigliare, in verità, più a degli anziani Martinitt. Da questa errata interpretazione, che Aurora Scotti provvede a chiarire nel catalogo, deriva non solo la metafora a sfondo marinaro che si legge nel titolo, ispirato al brano Everybody knows (1988) di Leonard Cohen, ma anche la scelta di dedicare al pittore lombardo una sala monografica che riunisce sette sue opere.

Il risultato di questo progetto che ha trasformato l’errore in una risorsa è una mostra che si ispira alla tragedia Giulio Cesare di William Shakespeare. La citazione “Soffia ora, vento; gonfiatevi, onde; sta bene a galla, barca: scatenata è ormai la gran tempesta, e tutto adesso è rischio” ha fatto dire al curatore Udo Kittelmann come la collaborazione tra i protagonisti sia nata “dalla comune consapevolezza, a livello emotivo e teorico, delle criticità del nostro presente e della complessità del mondo in cui viviamo”. Insomma in parole povere “siamo tutti sulla stessa barca”.

Accanto alla possibilità di avere un quadro completo dell’opera di Alexander Kluge, Thomas Demand e Anna Viebrock con le forti implicazioni storico-politiche del loro lavoro, la mostra sarà in più l’occasione per vedere o rivedere in un’unica sala alcuni dei massimi capolavori del pittore alessandrino, del quale la Pinacoteca Civica e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria possiedono alcune importanti opere. Si legge nel materiale informativo che “La mostra è concepita come uno spazio in cui vivere esperienze e incontri”. Quello con Angelo Morbelli è stato di certo il primo incontro da cui tutto è nato. 
17/05/2017
Maria Luisa Caffarelli - redazione@alessandrianews.it

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