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Pozzolo Formigaro

Bullismo e strumenti per combatterlo, voce ai ragazzi premiati dal questore

"La Questura della Provincia di Alessandria attesta che la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Pozzolo Formigaro è amica social della Polizia di Stato". Sono le parole incise sulla targa che il questore alessandrino ha consegnato agli studenti pozzolesi in occasione della Festa della Polizia. Gli alunni hanno conquistato questo importante riconoscimento grazie al video che hanno realizzato sul bullismo

POZZOLO FORMIGARO - "La Questura della Provincia di Alessandria attesta che la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Pozzolo Formigaro è amica social della Polizia di Stato". Sono le parole incise sulla targa che il questore alessandrino ha consegnato agli studenti pozzolesi in occasione della Festa della Polizia di aprile.

Gli alunni della scuola media di Pozzolo hanno conquistato questo importante riconoscimento grazie al video che hanno realizzato e che tratta una delicata tematica, quella del bullismo. Il loro percorso parte due anni fa circa, quando a coinvolgerli nel progetto rivolto a capire cos'è il bullismo e a sensibilizzarli sull'argomento sono stati la direttrice della biblioteca di Pozzolo Alessandra Acerbi e gli insegnanti Arecco, Goggi e Bisio.

Mese dopo mese, i ragazzi delle classi 3ª A, 3ª B e 3ªC hanno incontrato la psicoterapeuta Elisabetta Grosso, l'ispettore della Polizia Postale Giorgio La Piana e Vincenzo Vetere, 22enne presidente dell'associazione milanese Acbs.
L'ultimo è stato forse l'incontro che ha colpito e coinvolto di più i ragazzi: Vincenzo è stato vittima di bullismo, insieme alla sua famiglia, ha fatto tesoro di questa brutta esperienza diventando presidente di un'associazione che fa sensibilizzazione all'interno delle scuole. "Fa una cosa bellissima, c'è passato anche lui e non molto tempo fa", commenta Luca, uno degli studenti che ha realizzato il video premiato dal questore. "È un esempio - sottolinea Carlo Alberto - Ha saputo trasformare una cosa negativa in una cosa positiva".

Nel corso degli incontri, i giovani studenti pozzolesi hanno appreso molto sul bullismo. "Il bullo è quasi sempre il soggetto più debole, quello che ha problemi in famiglia o a scuola - spiega Gabriele - Si serve del gruppo per sentirsi potente". C'è il bullismo maschile, in cui la violenza è fisica, e quello femminile, nel quale si agisce sula mente della vittima. Sul bullismo in rete - argomento approfondito insieme all'ispettore La Piana - Giacomo dice: "I leoni da tastiera sono dei leoni spettro, sono invisibili e si nascondono in rete per offendere". Tutti sono molto attenti a ciò che fanno navigando nel World Wide Web: hanno appreso le giuste informazioni dai genitori e dalla scuola e confermato quanto già sapevano durante l'incontro con la polizia.

Viene spontaneo chiedere come reagirebbero loro di fronte a un episodio di bullismo, una particolare manifestazione di aggressività, perpetrata da uno o più individui ( i bulli, appunto) ai danni di uno o più individui (le vittime). "Non agirei direttamente, ma andrei da un adulto, un genitore o un insegnante", risponde Federica, mentre Carlo Alberto ha un'idea diversa: "Preferisco parlare con le persone, dire loro di smetterla, che sono cose che non si fanno. Tutti hanno un cervello e dovrebbero usarlo".

Gli incontri con gli esperti sono sfociati in un video intitolato “Mettiti in ballo, non stare con il bullo”. Uno slogan efficace e d'impatto - scovato da Federica - che dimostra la grande sensibilità che hanno avuto questi ragazzi nel mostrare una storia a lieto fine, quella di una vittima di bullismo che viene aiutato da amici e compagni di scuola. "Abbiamo impiegato diverso tempo per trovare idee buone da inserire nel video - spiegano Alessandro e Carlo Alberto - Le scene sono silenziose perché il silenzio rappresenta il vuoto e la tristezza che prova la vittima". "La targa mette in risalto il nostro lavoro", conclude Gabriele con orgoglio e soddisfazione.
11/06/2018
Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info

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