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Economia e lavoro

Economia 'positiva' per clima e fiducia, anche se altalenante

L'indagine congiunturale trimestrale di Confindustria Alessandria conferma una 'lenta ripresa' e vede l'Alessandrino in buona, se non ottima, posizione per totale ordini e per l'esportazione. Il quadro settoriale e le attese per la 'Fabbrica 4.0', con un occhio di attenzione per Valenza
ECONOMIA E LAVORO – Conferma di una “lenta ripresa”, anche se “altalenante nei tempi e in alcuni settori”, però le condizioni sono “positive”. La prudenza non è mai troppa in via Legnano 34, ma stavolta Confindustria Alessandria mette nero su bianco le aspettative e le previsioni per il trimestre aprile-giugno parlano di “consolidamento del clima di fiducia sulle prospettive di ripresa dell’economia”. E la nota diffusa durante la presentazione della edizione numero 170 dell'indagine congiunturale trimestrale (hanno partecipato alla rilevazione 108 imprese associate su oltre cinquecento) rileva come “i segnali del progresso delle condizioni economiche in atto sui mercati a livello internazionale e nazionale si colgono anche a livello locale”. Luigi Buzzi, presidente di Confindustria Alessandria, usa toni pacati ed estremamente misurati, però le parole sono chiare: “Tutti i parametri sono positivi, la propensione a investire è sempre elevata e sale il grado di utilizzo degli impianti” aggiunge Buzzi. Il direttore dell'associazione degli industriali, Renzo Gatti, conferma e sottolinea alcuni degli aspetti più salienti della rilevazione mentre parla di un clima “che nel 2017 sembra più sereno rispetto al burrascoso secondo semestre dello scorso anno”. A Giuseppe Monighini, responsabile dell'Ufficio Studi di Confindustria Alessandria, il compito di analizzare le singole risposte degli imprenditori intervistati.

In dettaglio, l’indice di previsione dell’occupazione è stabile a +5, quello della produzione sale a +17, e sono in crescita anche gli indicatori degli ordini totali a +17, e degli ordini export a +18. La previsione di ricorso alla cassa integrazione “permane sempre molto bassa ed è in diminuzione” (è prevista solo dal cinque per cento degli imprenditori del campione), mentre l’85 per cento delle aziende dichiarata “invariata” l’occupazione per il prossimo futuro. Il grado di utilizzo degli impianti “conferma un andamento positivo e sale al 76 per cento della capacità” e la propensione a investire, che segnala “investimenti significativi o marginali”, è sempre elevata ed è dichiarata dal 75 per cento degli intervistati. Viene quindi definito “accettabile” il livello del ritardo negli incassi (segnalato dal 37 per cento del campione) e aumenta l’indice di chi ha lavoro per più di un mese, toccando il 78 per cento. Le previsioni dei singoli comparti “permangono buone”, in particolare per il metalmeccanico, la chimica e la gomma-plastica, con il comparto dell’alimentare, sempre influenzato dalla stagionalità, registra “attese in miglioramento rispetto allo scorso trimestre, positive e in risalita per produzione e ordini totali ed export”. Anche dalla rilevazione riferita al settore dei servizi alle imprese emergono riscontri positivi, con previsioni in crescita per tutti gli indici: occupazione a +19, livello di attività a +15, nuovi ordini a +14, e ordini export che risalgono a zero. E a proposito di ordini ed export complessivi, ecco il +17 del totale ordini e il +18 di quelli all'esportazione. Il primo è un dato di poco superiore all'andamento regionale (+16.2), mentre il secondo quasi raddoppia l'indicatore regionale (+ 9,9) e segnala il positivo andamento dei settori chimico e alimentare, con quello orafo che assicura un elevato valore aggiunto.

È proprio dal fronte dei servizi alle imprese che arrivano alcune novità che meritano particolare attenzione. Infatti è questo l'unico comparto che segnala un aumento dell'occupazione ed è quello che si sta misurando maggiormente con l'industria 4.0, per la quale Confindustria Alessandria ha attivato il servizio 'Fabbrica 4.0' che prevede specifiche consulenze per accompagnare le aziende verso questa nuova sfida che parte dalle agevolazioni fiscali ed è proiettata verso i grandi scenari di una nuova economia nella quale il futuro del manifatturiero esiste, anche se deve cambiare moltissimo rispetto a processi e innovazione (tecnologica e culturale).

Questa la scheda dell'indagine. L’indice di previsione dell’occupazione è a +5 (era +5 lo scorso trimestre), quello della produzione è a +17 (era +8), gli ordini totali a +17 (erano +8), gli ordini export a +18 (erano +11). La redditività a –2 (era zero). La propensione a investire è indicata dal 75 per cento degli intervistati (era 77 per cento tre mesi fa) e il grado di utilizzo degli impianti è al 76 per cento della capacità (era 75 per cento). Il ritardo negli incassi è dichiarato dal 37 per cento degli imprenditori (era il 32 per cento). La previsione di ricorso alla cassa integrazione è segnalata dal 5 per cento del campione (era il 7 per cento). Ha lavoro per più di un mese il 78 per cento degli intervistati (era il 77 per cento). Infine, l'andamento per settori produttii. Metalmeccanico, l’indice dell’occupazione è a +4 (era +9), la produzione a +8 (era a +15), gli ordini totali a +4 (erano +12), e gli ordini export a +13 (erano +20); Chimica: l’occupazione a +9 (era +12), la produzione a +45 (era zero), gli ordini totali a +45 (era –12), e ordini export a +45 (era +13); Gomma-Plastica: l’occupazione a zero (era a +6), la produzione a +27 (era +15), ordini totali a +25 (erano +15), ordini export a +17 (era +23); Alimentare: l’occupazione a –10 (era –20), la produzione a +20 (era zero), ordini totali a +10 (erano a –10) e ordini export a +33 (erano –12).

Una nota a margine, durante la presentazione dell'indagine congiunturale, per il distretto orafo. Se l'apporto, in termini di valore, all'esportazione è un dato scontato, lo è meno l'andamento complessivo dell'economia del lusso. In questi mesi durante i quali sono stati messi in discussione anche strumenti come le fiere internazionali (come è ancora avvenuto per Basilea), stanno progressivamente emergendo analisi e studi che guardano a nuovi modelli per avvicinare la domanda e l'offerta. “Non si abdica ai momenti di promozione locale”, commenta Luigi Buzzi, puntualizzando che se di fiere come nel passato non si parlerà forse più, stanno invece entrando in scena altri strumenti e opportunità come i Pif (Piani integrati di filiera) per sostenere il B2B (Business to business). E Valenza, con il sistema orafo (in cui opera il Gruppo Aov di Confindustria), sta rispondendo bene con un buon andamento delle prenotazioni, mentre la nascita di Confindustria Moda - nuova federazione che riunisce le imprese associate a Confindustria del tessile, abbigliamento, pelletteria, calzaturiero, oreficeria (con Federorafi), occhialeria - apre scenari nuovi in termini di alleanze, sinergie, innovazione. Compresa quella 4.0 che anche nella città dell'oro sta entrando progressivamente.
 
27/04/2017

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