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Economia e lavoro

I succhi di frutta “ostaggi” delle lobby

Questo il commento di Coldiretti Alessandria dopo la bocciatura dell'l’emendamento alla Legge europea 2013 finalizzato ad innalzare la percentuale minima di prodotto dall'attuale 12% al 20%. "Non vengono difesi gli interessi dei consumatori"
 ECONOMIA E LAVORO - “Siamo sconcertati. Apprendere certe notizie fa riflettere perché punta l’attenzione su come le lobby industriali siano riuscite a prendere il sopravvento sulla logica della salute e della qualità. L’aumento al 20% di succo di frutta nelle bibite analcoliche era un provvedimento di grande rilievo perché prevedeva un innalzamento della percentuale di qualità di una bibita accrescendo la presenza di succo naturale di frutta in esso contenuta. Il consumatore avrebbe potuto avere a disposizione un prodotto di qualità maggiore, con un’alta percentuale in più di succo di frutta nelle bibite”.
Questo è il commento di Coldiretti Alessandria sulla decisione della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera che ha bocciato l’emendamento alla Legge Europea 2013 finalizzato ad innalzare la percentuale minima di frutta nei succhi e bevande analcoliche dall’attuale 12% al 20%, "una misura che era nell’interesse dei consumatori e dei produttori italiani" hanno aggiunto Roberto Paravidino e Simone Moroni, presidente e direttore della Coldiretti alessandrina.

Non è solo una notizia che getta nella più assoluta prostrazione i produttori di frutta ma che coinvolge e danneggia i consumatori italiani, in particolare i bambini, che avrebbero diritto ad alimenti di qualità superiore. “L’Italia con il primato europeo nella qualità e sanità degli alimenti – hanno aggiunto Paravidino e Moroni - ha il dovere di essere all’avanguardia nella battaglia per cambiare norme che sono difese in Europa solo dalle grandi lobby industriali”. Innalzare la percentuale minima di frutta nei succhi e bevande analcoliche dall'attuale 12% al 20% avrebbe concorso a migliorare concretamente la qualità dell’alimentazione: "ancora una volta però l’Unione Europa si trincea dietro al sistema della tutela della libera circolazione delle merci, ma in questo modo si limita la circolazione di prodotti di più alta qualità". Il risultato è che non vengono difesi gli interessi dei consumatori: “Ora, questa battaglia di verità e di trasparenza – concludono Paravidino e Moroni – si sposta nelle aule parlamentari. La Coldiretti garantisce il suo impegno ai produttori e ai consumatori italiani per rimuovere un atto di autentica ingiustizia”.
27/03/2014

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