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Alessandria

Impianto trattamento fanghi: "il progetto così non va bene". Comitato 3a e Comuni: "primo punto messo a segno"

Nella Conferenza dei Servizi la Provincia ha riscontrato carenze e incompletezza nel progetto per l'impianto di trattamento fanghi che dovrebbe sorgere a Carentino. Criticità che da mesi sottolineano il Comitato 3a e i sindaci di tutti i Comuni di quel territorio. Dalla Provincia l'invito "a ritirare il progetto" o "ripresentarne un altro, ma ex novo". Per tutti i sostenitori del "no fanghi" un primo punto messo a segno
 ALESSANDRIA - "Carenze, incompletezza e criticità progettuali". Tante delle problematiche del progetto presentato dalla AgriBio per il nuovo impianto di trattamento fanghi che dovrebbe sorgere a Carentino che vengono sottolineate da mesi dai Comuni di quel territorio e dal Comitato 3a contro questo biodigestore, sono le stesse presentate dalla Provincia durante la Conferenza dei Servizi che si è tenuta venerdì mattina (in via Galimberti ad Alessandria).

"Molte delle osservazioni presenti nella relazione che noi Comuni - ha spiegato il sindaco di Carentino Silvia Celoria - abbiamo prodotto, redatta dall'ingegner Bina sono le stesse evidenziate dai tecnici della Provincia. Lacune progettuali difficili da colmare, tanto che l'invito alla ditta è stato quello di ritirare l'istanza presentata".

"Il progetto così come è non va bene. E' al 70-80% sbagliato progettualmente. Per questo il consiglio arrivato dalla Provincia è stato di ritirarlo completamente perché è difficile da aggiustare. Alcune sono mancanze semplici, altre sono inesattezze incolmabili" sono le parole del sindaco di Borgoratto Simone Bigotti.

Sembra quindi che la Provincia, nella figura del dirigente, dottor Coffano, abbia definito "il progetto non sufficientemente dettagliato e con troppe criticità". Dando quindi la facoltà di scelta all'azienda: ritirarlo così com'è o eventualmente ripresentarlo ma "ex novo", superando le criticità che ci sono nel progetto attuale. Ora quindi si attende la posizione che deciderà di prendere la AgriBio: "entro un paio di settimane dovranno farci sapere cosa hanno intenzione di fare, altrimenti per un parere dovremo basarci sui diversi pareri che ci sono arrivati, che hanno evidenziato problematiche" ha concluso il dirigente della Provincia.

"Un primo incontro positivo. Un primo punto messo a segno" è stato il commento dei sindaci che comunque "non cantano ancora vittoria" e del Comitato 3a che lotta contro questo impianto con tutte le forze, sostenuto nei presidi e nelle manifestazioni anche da altri comitati, come quello di Sezzadio e di Medicina Democratica".

Il presidio nella mattinata di venerdì, proprio davanti alla sede della Conferenza dei Servizi, è stato "educato", pur facendo sentire le proprie ragioni. Come è stato spiegato dai rappresentanti del Comitato 3a: "Vogliamo il rispetto della salute dei nostri cittadini e delle nostre terre". "Tutti i Comuni di quella zona hanno fatto la storia di una "vita salubre" di prodotti di qualità: ora anche il turismo si avvicina alle nostre terre. Ma se arriverà questo impianto non credo che nessuno vorrà più venire".
Una lotta "uniti" che per ora sta facendo vincere la cittadinanza di quei territori (Carentino, Borgoratto, Oviglio, Frascaro, Castellazzo, Bruno, Bergamasco, ecc.....) e i loro amministratori contrari alla "distruzione" del loro ambiente e della loro salute. 
 

21/09/2018

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