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Provincia

Presidio contro l'impianto di trattamento fanghi a Carentino: "no fanghi, no veleni"

Cittadini, rappresentanti dei Comuni limitrofi e il comitato 3A che ormai da mesi stanno dando battaglia contro l'impianto di trattamento fanghi che dovrebbe sorgere a Carentino, alla'ex Eurocap hanno fatto sentire le loro ragioni sotto la Provincia: "no fanghi, no veleni". Ora si attende la Conferenza dei servizi di venerdì 21 settembre...
 PROVINCIA - Carentino, Oviglio, Borgoratto, Frascaro e Bergamasco, Bruno, Castelnuovo Belbo e Castellazzo hanno detto no fin dall'inizio al nuovo progetto di impianto di trattamento dei fanghi che dovrebbe nascere alla ex Eurocap, nel comune di Carentino. E continuano a portare avanti la loro battaglia con presidi sotto il palazzo della Provincia. La giornata clou, quella attesa da mesi, sarà venerdì 21 settembre, nei locali della Provincia di via Galimberti dove si terrà la Conferenza dei Servizi che dovrebbe dare risposte più certe su quello che sarà (o non sarà) fatto su quel territorio. E in questi giorni, una cinquantina di cittadini di questi comuni, insieme ai rappresentanti del comitato 3a e agli amministratori locali si sono fatti sentire proprio sotto il palazzo della Provincia in piazza della Libertà al grido di “no fanghi, no veleni” indossando delle mascherine che riparano dagli odori indesiderati.

Il Comitato 3a ha raccolto 1500 adesioni di “contrarietà” a questo impianto. Ed è proprio l'inquinamento dell'aria ad essere il primo fattore di preoccupazione: “Ecco perché NO: si tratta di concentrazione fanghi in quel sito di Piemonte, Lombardia, Valle d'Aosta e Liguria, ovvero 30 mila tonnellate l'anno che significa 100 tonnellate al giorno”. Odori nauseanti e prodotto che potrà essere difficilmente smaltito in agricoltura visti i limiti restrittivi imposti recentemente. I Comuni in questi mesi si sono affidati a tecnici competenti per produrre una cospicua relazione proprio su tutti gli effetti negativi di questo nuovo impianto. Ma ora sarà l'aspetto “tecnico” esaminato dalla Conferenza dei Servizi a dare le risposte sulla fattibilità dell'opera.

Intanto durante il presidio di ieri, una delegazione in rappresentanza dei Comuni coinvolti in questa battaglia, è stata ricevuta dal prefetto e dal presidente della Provincia Baldi che ha dimostrato vicinanza a tutti i dubbi sollevati in questi mesi dai diversi comuni del territorio. “C’è massima attenzione a esaminare tutte le criticità del progetto dal punto di vista tecnico, vedremo i dati forniti dalle aziende”. Perché questa sembra essere la speranza per ottenere uno stop: qualche “difetto” nel progetto che possa bloccare o fare slittare la costruzione del nuovo impianto da parte della ditta AgriBio.
 
20/09/2018

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