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Alessandria

Edisu, milioni su Novara e Alessandria resta a secco

Si allontana forse definitivamente l'opportunità di realizzare un residence universitario all'interno dell'istituto ex sordomuti di piazza Santa Maria di Castello. I costi troppo alti di risanamento e i tempi eccessivamente lunghi hanno pesato su rapporti già difficili fra territorio ed ente per il diritto allo studio
ALESSANDRIA – Novara batte ancora una volta Alessandria. E due milioni di euro dell'Edisu (Ente regionale per il diritto allo studio) vanno alla città di San Gaudenzio per realizzare un altro residence universitario da 56 posti, che si aggiunge alla già ampia offerta di residenze e servizi che la comunità novarese ha saputo concretizzare negli anni a favore dell'Università del Piemonte Orientale. Alessandria resta a bocca asciutta, nonostante i ripetuti annunci, nei mesi scorsi, dell'amministrazione comunale. “Si intende – si leggeva sulla nota diffusa dopo l'incontro di fine gennaio che Palazzo Rosso aveva voluto organizzare con il mondo economico e sociale per definire i termini di un 'tema di rilevante profilo strategico per Alessandria e la sua comunità' - sollecitare l’Edisu (Ente regionale per il diritto allo studio) e la stessa Regione Piemonte affinché sia possibile condividere ragionamenti concreti, a partire dall’ipotesi di ristrutturare l’ex istituto Sordomuti in piazza Santa Maria di Castello affinché, grazie anche alla riqualificazione della piazza e della limitrofa zona cittadina, possa fornire elementi di attrattività per la domanda di residenza, unita a un insieme di servizi che rendano la vita universitaria cittadina significativa e di qualità, al pari della grande offerta didattica e di ricerca erogata dalle sedi universitarie alessandrine”.

Ma così non è andata. Alessandria non è stata capace di presentare un progetto organico e credibile, i difficili rapporti fra Edisu e territorio hanno poi pesato su una decisione in cui l'ultima parola è dell'ente per il diritto allo studio, al quale è stata più volte presentata questa ipotesi, ma che per una serie di motivi non è stata “sposata”. L'amministrazione comunale ha continuato a proporre una soluzione per una residenza universitaria dalla grande suggestione legata al luogo (centrale, siamo in piazza Santa Maria di Castello) e a un contenitore che potrebbe ospitare anche una serie di servizi legati all'Ateneo. Però si è anche ostinata a insistere su un complesso fatiscente, chiuso e abbandonato da almeno due decenni, che ha bisogno di una ristrutturazione profonda e per la quale una stima assolutamente di massima indica in almeno due/tre milioni di euro l'investimento iniziale. Il bando utilizzato dall'Edisu per finanziare i posti letto novaresi presupponeva che venisse presentato anche in progetto esecutivo per il quale Palazzo Rosso, nonostante un certo impegno negli ultimi tempi, non è stato però pronto. Perché? Che si parlasse dell'ex istituto sordomuti era noto, non sono mancati sopralluoghi e valutazioni di massima, eppure non è stato fatto alcun altro passo. Una incertezza che ha pesato anche nel confronto con l'Ateneo, già discretamente sbilanciato su Novara ormai da un bel po' di tempo. Di fronte a un Edisu pronto a investire è bastato poco a convincere i vertici dell'Università del Piemonte Orientale a fare dirottare la cifra proprio su Novara.

L'epilogo lascia l'amaro in bocca anche perché la ventilata ipotesi, avanzata in casa Edisu, di riconvertire la mensa di via Parma in un piccolo residence urta contro questi spazi, esigui, così come il mantenimento dei locali di via Chenna appare un semplice palliativo. Alessandria e i due Dipartimenti (Digspes e Disit) con migliaia di studenti hanno bisogno di ben altro. Senza contare che l'elezione, l'anno prossimo, di un Rettore (Cesare Emanuel è a fine mandato) magari novarese potrebbe sbilanciare ancora di più il peso dell'Ateneo, lasciando Alessandria ai 'margini dell'impero'. 
15/05/2017

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