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Alessandria

Emergenza freddo: le Feste viste con gli occhi della Caritas

Gli ostelli per chi non ha una casa si vanno riempiendo e l’allerta per il calo delle temperature è ai massimi livelli. Gianpaolo Mortara: “durante le Feste si scopre ancor meglio il volto solidale della città. Tante sono già state le donazioni, ma gli sforzi non sono mai abbastanza: servono vestiti caldi e biancheria”
ALESSANDRIA - Il periodo natalizio è per tradizione considerato un’occasione speciale da trascorrere in famiglia, accanto alle persone care, spesso finendo con il mangiare e bere più di quanto si dovrebbe. Gianpaolo Mortara, direttore della Caritas diocesana, ci racconta invece Natale e Capodanno di chi non ha una casa, di chi si reca alla mensa di via delle Orfanelle e lì trova comunque una comunità pronta ad accogliere e condividere ciò che c’è a disposizione. 

Gli ostelli, sia maschile che femminile, anche quest’anno stanno svolgendo in pieno il loro lavoro di accoglienza. La struttura femminile, inaugurata da poco, conta già la presenza di 12 donne, alle quali si è da poco aggiunta una mamma con due bambini: sono stati sfrattati e attendono di trovare una diversa sistemazione. All’ostello maschile per ora gli ospiti sono circa 40, ma con il piano per l’emergenza freddo potremmo ospitare fino a circa 55 persone. L’esperienza ci dice comunque che la situazione può cambiare anche nel giro di un solo giorno. Se la temperatura in città dovesse scendere, magari con l’arrivo della neve, ci vorrebbe poco a riempire anche gli ultimi posti disponibili. Anche sull’orario siamo pronti ad adottare, come per gli anni passati, una certa flessibilità: per ora l’orario di accoglienza è dalle 20 di sera alle 8 di mattina, ma se il freddo aumentasse potremmo consentire alle persone di lasciare la struttura di via delle Orfanelle in tarda mattinata”.

Oltre agli ospiti degli ostelli, un numero di persone maggiore frequenta il servizio mensa, che prosegue ininterrotto anche durante le Feste, e anzi si sforza di offrire agli avventori un’attenzione ancora maggiore e un pensiero speciale. Racconta Mortara: “Il 25 dicembre abbiamo organizzato un pranzo e una cena particolari. Al pranzo hanno partecipato circa 50 persone mentre la cena, vissuta insieme al vescovo di Alessandria monsignor Guido Gallese, è stata servita a circa 110 persone, compresi i tanti volontari della diocesi, della Comunità S. Egidio e del soggiorno Borsalino che ci ha ospitati per l’occasione. E’ stata l’occasione per stare insieme, rinsaldare uno spirito di comunità fatta di volontari, famiglie, giovani e semplici cittadini. Dopo la messa celebrata dal vescovo alle 18 c’è stata la consegna di doni offerti da chi generosamente ha voluto contribuire, distribuiti ai presenti da un vero e proprio Babbo Natale. Anche per capodanno stiamo pensando a una cena speciale, perché l’inizio del nuovo anno possa essere un momento di gioia e di festa proprio per tutti”.

La mensa della Caritas registra una media di circa 80 persone a pasto e, nonostante ci sia chi trova ospitalità da amici e parenti, resta comunque molto frequentata. Negli ultimi anni sono aumentate le famiglie italiane che, per problemi di lavoro e aggravarsi della crisi, non riescono più a fare la spesa in autonomia.

“Alessandria ha risposto come sempre con il suo grande cuore - conclude Mortara - e la solidarietà di imprese, associazioni e semplici cittadini per fortuna non è mai venuta meno. Gli sforzi comunque non sono mai abbastanza. Chiunque possa contribuire offrendo qualcosa, è il benvenuto. La raccolta di cibo e indumenti si svolge tutti i giorni direttamente presso la nostra sede in via delle Orfanelle. Mancano soprattutto biancheria intima nuova e vestiti caldi, sciarpe, cappelli, giacconi”.

Intanto anche la comunità San Benedetto al Porto effettua giri con thermos pieni di bevande calde, cibo e coperte per raggiungere ‘gli ultimi fra gli ultimi’, coloro che per diverse ragioni non trovano riparo negli ostelli della Caritas e vivono in situazioni di fortuna, come quelle dell’’Albergo’.
30/12/2013

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