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Alessandria

Facebook? L'avevamo già ad Alessandria trent'anni fa

Un social network ante litteram era già stato inventato da un ingegnere alessandrino, esperto di intelligenza artificiale: "Siamo al punto che reti neurali artificiali imparano e si progettano da sole. Di questo passo l'uomo non servirà più...". L'ultima idea: un lab per sviluppare idee a basso costo
 ALESSANDRIA - Prima che un computer battesse a scacchi il campione (umano) del mondo – Depp Blue vs Kasparov – ce n'era già uno, non lontano, che vinceva al Totocalcio. Una decina d'anni prima della grande partita uomo contro macchina.
Allo IAL di Alessandria c'era un insegnante che già sul finire degli Anni '80 insegnava il funzionamento delle prime 'reti neurali' ovvero le prime applicazioni dell'intelligenza artificiale. “Avevamo caricato i dati di metà campionato per poi far ipotizzare la schedina al computer”, spiega Flavio Bernardotti in parole povere, “il computer elaborava le informazioni e ipotizzava la previsione per la settimana successiva”. Tra lezioni teoriche e pratiche ci scappò pure un 'dodici', “ma da poche lire… mi mango ancora le mani per quel 2 che aveva azzeccato in Inter-Udinese e che cambiai perché lo avevo ritenuto sbagliato”.

Non è l'unico aspetto da precursore dei tempi di Bernardotti, ingegnere alessandrino da sempre appassionato di informatica, fin da quando il mondo andava ancora a valvole e transistor: “Quando sottoposi ad un professore la mia ricerca su come le tecnologie si sarebbero sviluppate grazie ai microprocessori e ai personal computer, mi rispose con una risata che ero un sognatore e che tutto ciò non si sarebbe mai realizzato. Nell'87 ad un corso che tenevo avevo proprio quel professore come allievo...”.

Un anno prima, per ottimizzare costi e risorse, Bernardotti e il suo staff avevano già pensato ad un social network ante litteram: “Visti gli alti i costi delle telefonate e la necessità di comunicare a grandi distanze, avevamo sviluppato un software per scambiarsi dati, email, foto… una sorta di Facebook degli Anni '80. Infondo Zuckerberg non ha inventato niente di nuovo”.

Negli Anni '90 si incominciava a parlare di internet, e così c'è anche lui in una delle prime web farm in provincia di Alessandria (al Parco Scientifico di Tortona), la Websitek. All'epoca Bernardotti aveva già al suo attivo un po' di libri, migliaia di pagine di ricerche (“sempre regalati e open source”) e un'offerta del Sismi (gli ex servizi segreti militari italiani) per studiare sistemi di intercettazione dei fenomeni involontari emessi dai computer. In pratica si può leggere ed ascoltare a distanza ciò che viene visualizzato su un monitor o digitato su una tastiera, o addirittura carpire informazioni sentendo i suoni che emettono i computer.

Con il boom dei telefoni smart e le ricerche sulle auto che si guidano da sole ci troviamo ora in un momento di grande slancio: “Stiamo andando alla velocità della luce, il problema è che l'uomo non riesce più a starci dietro”, continua Bernardotti. “Il deep learning ha portato le macchine ad imparare sempre di più: siamo al un punto in l'intelligenza artificiale progetta se stessa. Da Amazon Go (negozi senza cassieri) a sistemi in agricoltura totalmente robotizzati dalla semina alla raccolta: se andiamo avanti così non ci sarà più bisogno dell'uomo. La tecnologia sta andando più veloce di quanto l'uomo impieghi ad evolversi. Le prossime generazioni saranno solo per le persone intelligenti: che faranno quelle con quoziente intellettivo basso? Che lavori potranno svolgere?”

Tra robotica, automazioni e computer che imparano, l'obiettivo di Bernardotti è quello di creare un laboratorio in cui i giovani con tante idee e poche risorse possano trovare spazio e infrastrutture adeguate, corsi e scambi di idee, nonché poter creare prototipi a basso costo: “In questo mondo se sei bravo non ti aiutano, mancano i soldi e il lavoro. Un laboratorio del genere che favorisca le collaborazioni e riduca i costi potrebbe trovare spazio ad Alessandria, in cui è già presente una facoltà di informatica. Infondo con pochi dollari si possono costruire computer potenti grandi come pacchetti di sigarette”.
 
9/07/2018

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