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Bosio

I musicisti della Scala per il concerto della Benedicta

Saranno i musicisti del Teatro alla Scala di Milano a suonare al concerto organizzato nei luoghi della Resistenza e dell'eccidio della Benedicta, in occasione del 2 giugno e nell'anno del 75° anniversario dal massacro in cui morirono tanti giovani partigiani
BOSIO - Saranno gli artisti e i musicisti del Teatro alla Scala di Milano a tenere, quest'anno, il tradizionale concerto l'associazione Memoria della Benedicta, insieme ad Anpi, con il supporto della Provincia di Alessandria, organizza in occasione della festa della Repubblica.
Quest'anno il concerto proprio il 2 giugno, domenica. Ma per la Benedicta è anche l'anno del 75esimo anniversario dall'eccidio in cui persero la vita molti giovani, vittima di una rappresaglia nazi-fascista. 
"E' un dovere ed un onore esserci", ha detto il presidente della Provincia Gianfranco Baldi. 
Anche il presidente dell'associazione Memoria della Benedicta, Daniele Borioli, ha sottolineato la solennità dell'evento, che coniuga cultura e memoria. 
A portare i musicisti della Scala sull'appennino Piemontese è stata l'Anpi, associazione nazionale partigiani, di cui Roberto Rossi è il presidente della sezione di Alessandria. Rossi ha ricordato come, nel 2016 sia nata una sezione Anpi  all'interno del corpo di artisti della Scala che prestano gratuitamente la loro opera per contribuire, attraverso la loro arte, a portare avanti i valori dell'antifascismo. 
Il concerto si terrà alle 15. I musicisti eseguiranno brani tratti dal repertorio dei grandi autori della musica lirica italiana: Verdi, Rossini, Puccini, Donizetti, Mascagni.
Ed eseguiranno l'inno della Benedicta, composto da Emilio Casalini e Angelo Rossi, venti giorni prima dell'eccidio. "Fu scritto su una carta da pacco, a mano", ricorda Rossi. E, per questo, ancora più prezioso perchè testimonia l'impeto e il  desiderio di libertà che mosse chi scelse, in quegli anni, di combattere fino alla fine il nazifascismo.

Questo il testo dell'Inno

Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l'arida montagna,
cercando libertà tra rupe e rupe,
contro la schiavitù del suol tradito.
Lasciammo case, scuole ed officine,
mutammo in caserme le vecchie cascine,
armammo le mani di bombe e mitraglia,
temprammo i muscoli edi cuori in battaglia.

Siamo i ribelli dellamontagna,
viviam di stenti e patimenti
ma quellafgede che c'accompagna
sarà la legge dell'avvenir
ma quella fede che ci accompagna,
sarà la legge dell'avvenir

Di giustizia è lanostra disciplina,
libertà è l'idea che c'avvicina,
rosso sangue è il color della bandiera
partigiana è la forte e ardenteschiera.
Per le strade dal nemico assediate,
lasciammo talvolta le carni straziate,
sentimmo l'ardor della grande riscossa,
sentimmo l'amor per la patria nostra. 

 



30/05/2019

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