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Novi Ligure

"Malato di cancro ma non mi fermo: di corsa per combattere la malattia"

Da due anni combatte una battaglia contro un tumore raro che forse non finirà mai. Ma il suo è un messaggio di speranza: lo sport può aiutare a superare la malattia. Stefano Prato, 54enne di Novi Ligure, parteciperà a Roma agli Oncology Games, i giochi internazionali di atletica riservati ai malati oncologici
NOVI LIGURE – Da due anni combatte contro un tumore raro una battaglia che non è ancora finita, e forse non finirà mai. Ma a Roma porterà un messaggio di speranza: lo sport può aiutare a superare la malattia. Stefano Prato, 54enne di Novi Ligure, il prossimo giugno parteciperà nella Capitale agli Oncology Games, i giochi internazionali di atletica riservati ai malati oncologici.
Insieme ad altri 12 italiani e a decine di malati provenienti da diversi Paesi europei (Gran Bretagna, Spagna, Grecia, Polonia e Bulgaria), Prato si cimenterà nella manifestazione organizzata dall’associazione “Avanti tutta” il cui fine è la realizzazione di linee guida in ambito sociale e sanitario per la promozione dell’attività sportiva tra i pazienti oncologici.

Già, perché requisito fondamentale per partecipare agli Oncology Games è… l’essere malato. «Quando ho letto di questa iniziativa e ho avanzato la richiesta di partecipazione – racconta Stefano, impiegato alla Marenzana Trasporti di Novi – ho dovuto consegnare tutta la documentazione relativa alla mia malattia».
«Due anni fa, nel febbraio del 2016, senza aver mai accusato alcun sintomo, improvvisamente mi sono sentito male – spiega il 54enne novese, padre di un ragazzo di 21 – Mi sono sottoposto a diversi esami e ho scoperto di avere un raro tumore gastrointestinale, molto esteso e inoperabile, e contro cui anche la chemioterapia era inefficace». Per fortuna, non molto tempo prima era stato trovato un farmaco in grado di fermare l’avanzare della malattia, al prezzo però di gravi effetti collaterali.

«Alla fine sono stato operato, ma non sono ancora guarito: la mia è una malattia cronica ad alto rischio di ricaduta, ogni giorno devo assumere 8 pastiglie e temo che dovrò farlo per sempre», dice Stefano Prato. «La tua vita a quel punto cambia: cambia la scala della priorità, perché la salute sale al primo posto. Cambia il modo di guardare il mondo, perché assapori le piccole gioie quotidiane con la consapevolezza che potresti perderle per sempre. E cambia il concetto di futuro, perché cominci a vivere “alla giornata”». Carpe diem dicevano i latini, cogli l’attimo.

Stefano Prato pratica nuoto, sci e pallavolo. Ha lo spirito dell’atleta, quello che non si arrende fino a quando la gara non è davvero finita. E nella sua gara per la vita ha capito che lo sport poteva dargli una mano: «Fa bene alla testa, ti mantiene alto il morale. È una vera e propria terapia di guarigione». Così si è buttato nell’avventura degli Oncology Games: «Avevo sentito parlare dell’organizzatore, il maratoneta Leonardo Cenci, a cui era stato diagnosticato un tumore allo stadio terminale». Cinque anni fa gli avevano dato quattro mesi di vita: lui non si è dato per vinto e a novembre del 2017 ha corso la sua seconda maratona di New York. E oggi tiene a battesimo i giochi europei di atletica riservati ai malati oncologici. «Il 23 e 24 giugno Roma mi cimenterò in quattro gare: 60, 100, 200 metri e staffetta 4x100», dice Stefano.

Ma prima sarà a Ravenna, alla presentazione ufficiale degli Oncology Games, per trasmettere il proprio messaggio di speranza: grazie allo sport anche le sfide più dure possono essere vinte.
18/05/2018

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