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Alessandria

Profilo biomedico per il futuro dell’ospedale

Verrà inserito nel corso di laurea in biologia del Disit grazie alla crescente collaborazione fra l’Università del Piemonte Orientale e l’azienda ospedaliera. Il futuro della ricerca al servizio dei pazienti. Pergamena a un gruppo di studenti
ALESSANDRIA - Nel corso di laurea in biologia di Alessandria verrà introdotto il profilo biomedico. L’anno accademico 2017-2018 segnerà l’ennesima, positiva, svolta nell’offerta didattica del Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) che ormai ha consolidato i rapporti con l’azienda ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria. Rapporti che nell’arco di tre anni sono stati progressivamente strutturati all’insegna della ricerca scientifica e di una rete che unendo l’Università del Piemonte Orientale (Upo) e l’azienda oggi diretta da Giovanna Baraldi troveranno una sintesi efficace in autunno con la firma di una nuova convenzione che comprenderà oltre alle attività di laboratorio anche la didattica.

“Ci sono state messe a disposizione le competenze e le professionalità dell’ospedale per il corso di biologia. È una opportunità per essere sempre più competitivi su entrambi i fronti e per fare compiere al corso di laurea un salto di qualità”. Leonardo Marchese, direttore del Disit, e Roberto Barbato, prorettore dell’Upo per la ricerca e presidente del corso di laurea in biologia, sono soddisfatti e guardano a un ampio fronte di attività strettamente collegate a quelle ospedaliere. “La ricerca in ambito biomedicale nella quale il Dipartimento è fortemente impegnato – spiegano - riguarda lo studio di nuovi principi antitumorali e nuove sonde diagnostiche e teranostiche, la bioinformatica, gli studi di proteomica e metabolomica e lo studio delle fibre di amianto e dei loro effetti sui tessuti biologici”. La definizione del profilo biomedico è un altro esempio di forte radicamento sul territorio che offre inoltre nuove opportunità agli studenti. “Il supporto con le realtà locali – rilevano Leonardo Marchese, Roberto Barbato e Mauro Patrone, docente di biologia - è fondamentale perché significa poter restituire anche una maggiore ricchezza al territorio stesso: non possiamo che essere lieti di questa collaborazione, così qualificante”.

L’azienda ospedaliera non ha scelto quindi a caso di assegnare un riconoscimento ad alcuni studenti del corso di laurea magistrale in Biologia: una pergamena per testimoniare “il segno di gratitudine”. Gli studenti Eliana Caridi, Antonella Larota, Bisio Monica, Fabio Chiariello, Andrea Pesce, Alessandra Cirafisi, Maria Vittoria Sacchi, Federica Ravetti “rappresentano infatti il frutto concreto della collaborazione, nonché la testimonianza del lavoro svolto in quanto protagonisti di lavori che hanno portato un valore aggiunto per entrambe le realtà” spiega Giovanna Baraldi.

Il rapporto con il Disit è stato un punto di partenza per l’azienda ospedaliera che ha progressivamente avviato progetti concreti con la Medicina Trasfusionale, la Terapia Intensiva Neonatale, l’Oncologia e la MicrobiologiaAntonio Maconi, responsabile della Formazione e promozione scientifica che da anni si occupa del coordinamento dell’attività scientifica aziendale, nonché dei rapporti con le università e gli enti di ricerca, pone l’accento su un altro aspetto che permetterà all’azienda ospedaliera e all’Upo di compiere un nuovo balzo in avanti. “La maggiore integrazione tra le due realtà permetterà di dare vita a una cabina di regia finalizzata anche a favorire la partecipazione a bandi per la ricerca di fondi, a contributi europei, a risorse che possono essere intercettate grazie alla reciproca qualificazione scientifica”. Il rapporto fra Upo e azienda ospedaliera si concretizza attraverso diversi gruppi di lavoro che oltre a mettere a confronto lo studio e l’informazione clinica sviluppano una articolata interazione all’interno dei laboratori, passando dalla teoria alla successiva concretizzazione. Un esempio recente è l’attività di ricerca sulla resistenza agli antibiotici (antibiotico resistenza) che ha visto impegnato Andrea Rocchetti, responsabile di Microbiologia dell’ospedale.

Il consolidamento, a distanza di tre anni dalle prime esperienze, del legame fra azienda ospedaliera e università si tradurrà in una serie di incontri per approfondire una piena collaborazione “al servizio del paziente”. Primo appuntamento il 7 luglio, al mattino, nell’aula didattica di via Santa Caterina da Siena 30, per approfondire il contributo del Disit al mondo sanitario e discutere delle prospettive della ricerca accademica. Accanto a Giovanna Baraldi, Leonardo Marchese, Roberto Barbato vi sarà anche Paolo Terenziani, delegato alla ricerca del Disit. “Quella del 7 luglio – è la riflessione di Antonio Maconi - va oltre la classica giornata e si sviluppa come un rapporto duraturo, che rappresenta un ulteriore salto di qualità”.

30/06/2016

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