Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Alessandria

Quanto è "green" Alessandria?

Dal rapporto Ires emergono i dati aggiornati sul nostro territorio per quello che riguarda l'ambiente: dal consumo del suolo ai rischi idrogeologici, dalla superficie agricola utilizzata fino alla mobilità "green" e allo smaltimento dei rifiuti domestici, ecco qual è la situazione rispetto alle altre realtà piemontesi
ALESSANDRIA - Quanto è "green" il nostro territorio?

A fare il punto sulla situazione alessandrina, raccontandone l'evoluzione e comparandone la condizione con quella delle altre province piemontesi è il rapporto Ires, che proprio alle questioni ambientali dedica un ricco capitolo. 

Risorse ambientali e patrimoniali
Il quadrante Sud-Est vanta una buona percentuale di risorse storico-naturali, prevalentemente con- centrate nell’alessandrino, che si attesta al primo posto (per distacco) rispetto ad Asti, che vince però la "sfida" sulle eccellenze paesaggistiche. 







Uso del suolo
Il Sud-Est è il quadrante con il tasso di dispersione abitativa più alto della Regione. A livello provinciale Asti è al primo posto per intensità maggiore, tuttavia c’è stato un diverso andamento nel tempo e dove il fenomeno è maggiore, è anche meno dinamico. Nell’arco di dieci anni lo sprawl si è ridotto, soprattutto nell’astigiano. Il consumo di suolo, al contrario, nonostante risulti abbastanza contenuto rispetto al resto del Piemonte, ha avuto un negli ultimi anni una dinamica superiore. Alessandria, nello specifico, pur mantenendo valori di impermeabilizzazione al di sotto della media regionale, si colloca al terzo posto tra le province con l’incremento maggiore.



Componenti ed eccellenze
Il Sud-Est vanta una buona dotazione di risorse storico-ambientali, tuttavia non regge il confronto a livello di quadrante rispetto al Nord-Est e alla Città Metropolitana di Torino. La distribuzione del patri- monio naturalistico e storico-culturale è infatti maggiormente concentrata nella provincia di Alessan- dria, che si colloca, a livello regionale, al terzo posto dopo Torino e Cuneo.
Tra le zone del Sud-Est maggiormente ricche quella di Casale (AIT 18) nell’alessandrino ed Asti (AIT 24) nell’astigiano.

Pressioni e rischi
La fascia centrale della Regione, tra Torino Alessandria e Cuneo, è quella più esposta a rischi idrogeo- logici. L’alessandrino è sia uno dei territori più esposti a rischi di intensità molto elevata (soprattutto nella zona di Casale), che a dissesti come conoidi, valanghe e frane (in particolare tra Tortona e Novi Ligure). Nell’astigiano invece il fenomeno è molto più contenuto; in questo territorio il rischio mag- giore è quello legato alle esondazioni (prevalentemente nell’AIT di Asti). Il quadrante Sud-Est è inoltre quello che registra il maggior numero di eventi calamitosi, interessando in maniera piuttosto simile sia la provincia di Alessandria che quella di Asti. L’alessandrino è anche al secondo posto nel ranking regionale per numero di stabilimenti a rischio incidente.



Sprawl di 1° e 2° livello
Asti è la provincia con il tasso più alto di dispersione abitativa, superando la media regionale di più di dieci punti percentuale (circa il 38% ad Asti, 23,5% in Piemonte); il tasso maggiore si registra nella zona di Canelli (AIT 26). Resta più contenuto ad Alessandria che, con il 28% di sprawl, supera comunque la media complessiva. In linea generale mentre il fenomeno si è pressoché arrestato dopo il 2001 (soprat- tutto nel Nord-Est), nel Sud-est e a Torino è diminuito, con un leggero calo ad Alessandria e una perdita notevole ad Asti (al primo posto con -3,3%, segue Torino con -3,1%). A livello di quadrante la zona di Asti (AIT 24) è quella più virtuosa, con una perdita di sprawl tra il 2001 e il 2011 del -3,8%; nell’alessan- drino invece la situazione migliora a Novi Ligure ed Ovada (AIT 21 e 22) che perdono entrambi il -2,4%.

Suolo consumato
Migliore la situazione rispetto al consumo di suolo per l’alessandrino, che si mantiene al di sotto della media regionale con una percentuale di CSU del 5%, contro il 5,8% del Piemonte e del 7% di CSC, come nel Piemonte. Asti, sebbene presenti valori maggiori, non si discosta molto dalla media regiona- le. Nello specifico il fenomeno ha interessato principalmente le zone intorno ai centri maggiori, quello di Asti (AIT 24) con un tasso di CSU del 6,8% e di Alessandria (AIT 19) con il 6,6% e circa il 9% di CSC in entrambi i casi.

Dinamica consumo di suolo
Nonostante ad Alessandria il tasso di impermeabilizzazione non è così incisivo, si colloca al terzo po- sto tra le province con l’incremento maggiore (dopo VCO e Cuneo): tra il 2008 e il 2013 la variazione è stata del 7% contro una media regionale del 5,8%, segue Asti con il 5,6%. La causa di questa dinamica a livello provinciale è legata al grande aumento registrato ad Ovada (AIT 22), in cui, nell’arco di questi dieci anni, il tasso di suolo urbanizzato è cresciuto del 14,4%, a Novi Ligure (AIT 21) sale del 9% e ad Aqui Terme (AIT 23) dell’8,5%.

Superficie agricola utilizzata
La quota di superficie agricola utilizzata nel quadrante Sud-Est è piuttosto simile al resto del Piemonte (circa l’80% nelle province di AL e AT; il 78% nella media regionale). Alessandria ed Asti (AIT 19 e 24) le zone con la concentrazione maggiore rispetto ai territori provinciali di riferimento.

Eventi calamitosi
Asti è al secondo posto tra le province del Piemonte maggiormente esposte ad eventi calamitosi. Seb- bene si collochi in una posizione così alta rispetto al ranking regionale, in realtà presenta valori conte- nuti e si discosta molto rispetto a Cuneo, il territorio più colpito (sul totale dei 1996 eventi che hanno interessato il Piemonte tra il 2008 e il 2014, solo a Cuneo ne sono stati registrati il 52%, ad Asti il 15%). Il fenomeno ha interessato principalmente la zona dell’AIT 24 di Asti.
Stabilimenti a rischio incidente e siti contaminati
I territori con il numero maggiore di stabilimenti a rischio sono quelli di Novara ed Alessandria; l’asti- giano al contrario, così come il biellese, sono esclusi da questo tipo di problematiche. Nell’alessandrino si registra anche un’alta presenza di siti contaminati (al terzo posto), mentre Asti si conferma tra le province più virtuose.

Rischi idrogeologici
Nel quadro complessivo regionale la provincia di Alessandria è tra le più esposte dopo Torino. Presenta 554 ha di superfici ad elevato rischio idrogeologico, prevalentemente concentrate nella fascia intorno a Casale Monferrato (AIT 18); Asti ne è esclusa completamente.
Esposizione per tipologie di rischio
Guardando alle tipologie di rischio indicate dal PAI, il quadrante Sud-Est, non presenta alti valori di esposizione a rischi come Torino, ma in ogni caso è un fenomeno piuttosto rilevante. Nello specifico l’astigiano è abbastanza esposto a rischi di esondazione (prevalentemente nell’AIT 24 di Asti), mentre Alessandria è un’area più soggetta a dissesti come conoidi valanghe e frane (soprattutto nell’AIT 20 di Tortona e 21 Novi Ligure).

Green society
Asti è la provincia più inquinata in Piemonte: presenta i valori più alti di densità di PM10 e PM 2.5, ai quali si aggiunge la quota più alta di autovetture molto inquinanti circolanti. A livello di quadrante la situazione migliora, grazie alle percentuali minori registrate ad Alessandria, che si mantiene al di sotto della media regionale. Per quanto riguarda invece il carico zootecnico i numeri per il Sud-Est sono molto contenuti, soprattutto nell’alessandrino.



Inquinamento
Asti è la provincia più inquinata in Piemonte: presenta i valori più alti di densità di PM10 e PM 2.5, ai quali si aggiunge la quota più alta di autovetture molto inquinanti circolanti. A livello di quadrante la situazione migliora, grazie alle percentuali minori registrate ad Alessandria, che si mantiene al di sotto della media regionale. Per quanto riguarda invece il carico zootecnico i numeri per il Sud-Est sono molto contenuti, soprattutto nell’alessandrino.

Mobilità “green” e “non green”
La dinamica è piuttosto omogenea a livello regionale: tra le province meno virtuose Asti e Biella con il tasso maggiore di auto molto inquinanti (rispettivamente il 44,5 e 43%); Alessandria ha valori prossimi alla media (40%). In tutte le province il mezzo motorizzato è la scelta privilegiata negli spostamenti quotidiani, sistematici e non.

Smaltimento rifiuti domestici
Rispetto ai dati sui rifiuti il quadrante Sud-Est si posiziona a un livello medio, con una percentuale del 45%. Le due province presentano però una dinamica differente: Alessandria è al primo posto per quo- ta di raccolta indifferenziata con il 51%, mentre Asti scende agli ultimi posti con il 39% (contro il 46% nella media regionale). Nello specifico Ovada (AIT 22) e Acqui Terme (AIT 23) le zone più sensibili della provincia di Alessandria.
4/07/2018

Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus

Facebook


Alessandria-Robur Siena 1-1, le foto di Gianluca Ivaldi
Alessandria-Robur Siena 1-1, le foto di Gianluca Ivaldi
Festival Adelio Ferrero 2018, intervista a Roberto Lasagna e Barbara Rossi
Festival Adelio Ferrero 2018, intervista a Roberto Lasagna e Barbara Rossi
La Notte dei Ricercatori 2018
La Notte dei Ricercatori 2018
Festa a 4 zampe a Cascina Rosa
Festa a 4 zampe a Cascina Rosa
Operazione Borderline
Operazione Borderline
Alecomics 2018: i vostri scatti!
Alecomics 2018: i vostri scatti!
Per un'Europa senza muri: presidio e corteo per una cultura dell'accoglienza e dell'integrazione
Per un'Europa senza muri: presidio e corteo per una cultura dell'accoglienza e dell'integrazione
Alessandria-Genoa 0-4. Le foto di Gianluca Ivaldi
Alessandria-Genoa 0-4. Le foto di Gianluca Ivaldi
Maltrattamenti e insulti in una scuola dell'infanzia: il video che incastra le due maestre
Maltrattamenti e insulti in una scuola dell'infanzia: il video che incastra le due maestre
Ponti Alessandrini: per non piangere domani su ciò che andava fatto ieri
Ponti Alessandrini: per non piangere domani su ciò che andava fatto ieri