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Ovada

Ovada Calcio, il nuovo ds Coscia: "Puntiamo sull'Ovadesità"

Da una settimana al lavoro, il primo nodo sarà quello dell'allenatore: "Voglio una squadra che giochi al calcio, puntiamo a una buona classifica"
OVADA - E’ durato dodici mesi l’avvicinamento di Massimo Coscia all’Ovada Calcio. Forte il legame con la G3 Real Novi, dopo nove anni intensi, punte in Prima, poi la retrocessione e momenti difficili in Seconda prima di una salvezza tranquilla. “Ma soprattutto – spiega il direttore sportivo da poco approdato nella società di Gianpaolo Piana – un gruppo con basi solide, un leggero attivo, un settore giovanile avviato e la possibilità di camminare anche senza di me. Per loro la mia porta sarà sempre aperta. Ringrazio anche la dirigenza ovadese per avermi aspettato: il primo a chiamarmi è stato Giorgio Arata”. Coscia è operativo da una settimana.

Che impostazione pensa di dare al lavoro che l’attende?
Per ora mi sono occupato di definire gli staff: chi segue gli Allievi, chi la Juniores e la prima. Servono persone stabili, in modo che si formi rapporto coi giocatori. Ho chiesto anche la presenza di un allenatore in seconda e di un preparatore dei portieri.

Proprio la scelta dell’allenatore sarà il primo passo. Se non un nome c’è almeno un identikit?
Cerco una figura in grado di far giocare la squadra, attenta alla fase tattica. Giocare al calcio può essere un vantaggio per una squadra col campo dell’Ovada. Dovrà esserci dialogo costante, nel rispetto delle rispettive competenze. Al martedì analisi della partita e fronte comune coi giocatori. Non dovrà più succedere che l’allenatore prevarichi la figura del dirigente.

Nomi?
Abbiamo l’alternativa di due nomi che vengono da fuori. Ma è possibile anche la scelta interna per dare un segnale di forte ovadesità in un momento in cui dobbiamo ripartire. Gli incontri decisivi saranno a breve. In una settimana dovremmo definire la questione.

Il compito più difficile sembra quello di trattenere i giocatori ovadesi. Che prospettive ci sono?
Ho voluto parlare subito con loro proprio per far capire quanto la società li reputa importanti. Gioia, Giannichedda, ma anche Krezic e Gaggero sono figure importanti dal punto di vista tecnico e che rispondono al requisito dell’Ovadesità che cerchiamo.

Che campionato volete fare?
Ho a disposizione un budget non elevatissimo ma che può consentire una buona classifica. Non c’è l’assillo di vincere. Di sicuro non vogliamo essere anonimi, arrivare a gennaio troppo staccati. Ovada non lo merita. Dipenderà anche dagli avversari: Cassine, Savoia, ma anche La Sorgente e Gaviese potrebbero alzare il livello.

C’è la possibilità di rivedere giocatori come Pannone o Barone?
Dipenderà da come riusciremo a gestire il budget. Di sicuro vogliamo prendere un attaccante importante. In questo sarà decisivo anche il parere dell’allenatore, il modulo col quale deciderà di giocare.

Cosa l’ha spinta, dopo tante esperienze diverse, ad accettare la sfida di una squadra scottata dall’ultima stagione molto negativa?
A Novi abbiamo costruito tutto. Ma dopo tanti anni avevo bisogno di rimettermi in gioco in una situazione nuova. Ovada poi, per ragioni familiari e di lavoro, è la mia seconda città. 

29/05/2014

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