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Materia Grigia

Rilancio o resa? Per i Grigi una stagione ambivalente e un futuro da decifrare

Dopo la cocente delusione per l'eliminazione dai play-off, il presidente Di Masi ha annunciato il nuovo corso in casa grigia, centrato sulla valorizzazione del vivaio e dei giovani talenti. Basterà a garantire risultati adeguati alle attese, finora frustrate, di una piazza appassionata ed esigente come quella alessandrina? Siamo di fronte a un consolidamento della società oppure a una resa?
MATERIA GRIGIA - È passata ormai una settimana dalla conferenza stampa del Presidente Luca Di Masi, che – dopo la cocente delusione per l’eliminazione dell’Alessandria dai play-off per mano della Feralpisalò di Domenico Toscano – ha annunciato il nuovo corso in casa grigia, volto a premiare i giovani talenti e a lavorare in sinergia con i vivai di società importanti, superando la politica degli ingaggi pesanti e dei giocatori dal nome e dal curriculum altisonante, ma non sempre dal rendimento corrispondente alle attese. Accanto a questa svolta, la scelta sofferta, per quanto consensuale, di divedere le strade da mister Michele Marcolini, che molto bene aveva fatto dopo essere subentrato a Cristian Stellini, infelice protagonista, insieme al DS Sensibile, del tragico inizio di stagione. Alla sconfitta in rimonta subita a Piacenza hanno fatto seguito ben 26 risultati utili consecutivi e la vittoria della Coppa Italia di categoria. Soprattutto, l’ambiente ha potuto apprezzare una persona vera, genuina, capace ed equilibrata. Nonostante la grande delusione per la fine così rapida della post season, noi speravamo sinceramente in una conferma del mister savonese. Così non è stato; i progetti non collimavano con quelli della società, e il rebus della panchina è ancora senza soluzione. Si cerca un profilo particolare di un allenatore capace anzitutto di lavorare con i giovani e di valorizzarli al massimo, ma anche – se possibile – esperto della categoria e pronto a reggere le pressioni di una piazza importante e reduce da troppe delusioni. Pare che Sarri sia ancora senza contratto, ma forse non è il profilo a cui stanno pensando in via Bellini… 

Vedremo a cosa approderà la ricerca del team confermato intorno al presidente Di Masi
(a partire dal DS Massimo Cerri). Ma è inevitabile che sorga il dubbio in molti tifosi: siamo di fronte a un rilancio per garantire stabilità e futuro alla squadra grigia, oppure a un ridimensionamento consistente rispetto alle ambizioni (poi frustrate dal campo) degli anni precedenti? Noi, ahimè, propendiamo al momento per questa seconda ipotesi, sperando ovviamente di sbagliarci. 

Avremmo sinceramente sperato che il Presidente puntasse esplicitamente al vertice almeno per un anno ancora, magari abbassando l'età media della rosa, senza rinunciare però ai big capaci di assicurare posizioni di primo piano. Pensiamo ad alcuni dei giocatori dal rendimento più positivo in questa stagione, come Giosa al centro della difesa, Nicco e Gazzi (con l'ottimo inserimento di Gatto) a centrocampo, Sestu e la coppia d'attacco Marconi-Gonzalez (benché quest'ultimo più discontinuo rispetto allo scorso campionato). 

Altre squadre nel recente passato hanno tenuto duro di fronte ad aspre delusioni, e poi hanno ottenuto risultati straordinari. Spal e Benevento, ad esempio, con il doppio salto fino alla serie A; stessa impresa centrata quest'anno dal Parma, giusto un anno fa vincitore della finale di Firenze con i Grigi di Pillon, senza dimenticare il Venezia di Inzaghi e il Cittadella di Venturato (davanti all'Alessandria solo due anni or sono) che sono ancora in corsa per salire nella massima categoria. È vero che lo si dice da troppo tempo, ma il prossimo poteva essere davvero l'anno giusto, peraltro in un campionato di prestigio, con due piemontesi nobili decadute - Novara e Pro Vercelli - e molte novità interessanti. 

Certo, non siamo di fronte a una resa. Le ambizioni, pur inevitabilmente ridimensionate, restano. L'approdo ai play-off è un obiettivo alla portata, e non si escludono sorprese positive. Ma certo la prospettiva cambia, e non di poco. Valorizzare i giovani cresciuti nel proprio vivaio o provenienti da squadre di categoria superiore può contenere i costi di gestione, ma richiede una grande preparazione, che si sta ancora acquisendo (anche se gli investimenti della società nel settore giovanile sono già importanti e i risultati buoni, come attesta l'accesso degli Allievi di Silvio Cassaro alle finali nazionali), e soprattutto azzera di fatto le possibilità di un successo immediato e di essere padroni, nel tempo, del proprio destino (impossibile trattenere a lungo i talenti migliori, riservati inevitabilmente a piazze più prestigiose, con ritorni economici modesti trattandosi per lo più di prestiti). Non si tratta di vivere di sogni. Pasquale Sensibile (foto a lato), da incantatore qual era, non aveva escluso anche per i Grigi (come fu per il suo Novara) un doppio salto di categoria in due anni. La smentita del campo è stata feroce. Ma neppure è facile rinunciare, del tutto e subito, a quei sogni... E in caso di risultati inizialmente deludenti, quale sarà la risposta del pubblico? Quale la tenuta delle strategie di marketing, su cui si è tanto puntato in questi anni? 


In attesa di vedere quali saranno in concreto le prossime mosse dell'Alessandria, rivolgiamo un momento lo sguardo a ciò che sta accadendo in serie C. Siamo giunti alle semifinali play-off, alle quali sono approdate il Cosenza di Braglia, il favorito Catania, che ha eliminato, sudando, la Feralpi affossatrice dei Grigi, il Südtirol che ha piegato la Viterbese, e il Siena, qualificato in modo rocambolesco e contestatissimo, con un penalty (più che dubbio) concesso al '97 dall'arbitro Pierantonio Perotti della sezione di Legnano contro una Reggiana giustamente furibonda, Magalini compreso. Capiamo la rabbia dei tifosi e della città tutta (il sindaco Luca Vecchi in testa), e speriamo - ma temiamo fortemente che non sarà così - che la Federazioni indaghi a fondo su quanto accaduto domenica all'Artemio Franchi. 

E poi, una notizia che non fa molto rumore, ma che merita secondo noi la massima considerazione. Dopo 23 anni di presenza ininterrotta sulla panchina della Giana Erminio, lascia l'incarico Cesare Albé, a suo modo un personaggio mitico, alla guida della squadra di Gorgonzola per quasi un quarto di secolo, sempre schietto, umile, genuino. Passa alla vicepresidenza della società, e il suo posto sarà preso dal fido Bertarelli. Difficile che possa eguagliarlo... Per i Grigi di Di Masi, che in cinque anni hanno cambiato il timoniere troppe volte (a memoria, Notaristefano, D’Angelo, Scienza, Gregucci, Braglia, Pillon, Stellini e in ultimo Marcolini) l'esempio del buon Cesare è decisamente inarrivabile... Ma forse almeno un secondo anno Marcolini l'avrebbe meritato. 

Torniamo conclusivamente all'interrogativo da cui abbiamo preso le mosse: rilancio o resa? L’unico che potrebbe sciogliere i dubbi è proprio il Presidente. Speriamo che dopo un’ulteriore riflessione e le prime mosse di mercato, abbia voglia di confrontarsi ancora con gli addetti ai lavori. Noi avremmo parecchie questioni da sottoporgli, certi comunque del fatto che il bene dell'Alessandria rimanga l'indiscussa priorità per lui e per la società, come per tutti i tifosi.

6/06/2018
Giorgio Barberis - sport@alessandrianews.it

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