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Lo scaffale

“Titanic il naufragio dell’ordine liberale” di Vittorio Emanuele Parsi

Nel suo saggio datato 2018, l'autore racconta come “a partire dagli anni Ottanta, l’ordine globale neoliberale abbia sostituito l’ordine liberale che governava il sistema internazionale del secondo dopoguerra”
LO SCAFFALE - Titanic il naufragio dell’ordine liberale di Vittorio Emanuele Parsi – Il Mulino – 2018 – 16 €.

Vittorio Emanuele Parsi (Torino, 1961) è professore ordinario di Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dal 2002 professore nella Facoltà di Economia dell’Università della Svizzera Italiana e direttore dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali Aseri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha insegnato alla Royal University di Phnom Penh in Cambogia, alla Kazakhstan Law Academy di Alma Ata in Kazakhstan, alla Università statale di Novosibirsk in Russia e alla Saint Joseph University di Beirut in Libano. Dal 2002 al 2013 è stato professore a contratto nella Facoltà di Economia dell'Università della Svizzera Italiana (Usi). Già editorialista del quotidiano La Stampa e di Avvenire, dal 2013 è editorialista del Sole 24 ore. È direttore della rivista Idem. Collabora con Filosofia Politica, Affari Internazionali, La Comunità Internazionale, Paradoxa, Aspenia, Biblioteca della Libertà, Teoria Politica, Longitude.

Di auspici per un mondo più sicuro, più giusto e più ricco ne abbiamo vissuto. Ma la mancata realizzazione delle promesse ha messo in crisi l’ordine internazionale.  Lo analizza bene Vittorio Emanuele Parsi che, nel suo saggio datato 2018, ci racconta come “a partire dagli anni Ottanta, l’ordine globale neoliberale abbia sostituito l’ordine liberale che governava il sistema internazionale del secondo dopoguerra”.

“Analogamente al Titanic - confronta l’autore - il mondo è stato portato su una rotta diversa e più pericolosa da quella segnata dall’incontro e reciproco bilanciamento di democrazia e mercato. Davanti ai nostri occhi, oggi come allora, si erge minaccioso un iceberg le cui quattro facce si chiamano declino della leadership americana ed emergere delle potenze autoritarie di Russia e Cina, polverizzazione della minaccia legata al terrorismo, deriva revisionista della presidenza Trump, affaticamento delle democrazie strette fra populismo e tecnocrazia”.

Mutuato dal titolo dell’album di Francesco De Gregori, dal quale l’autore prende spunto, l’approccio con il lettore è per rendere percepibile la sensazione di spaesamento nel “traguardare la realtà che sperimentiamo quotidianamente”.
2/07/2018

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